Ethereum. Deflussi di capitale dai prodotti d’investimento minacciano la altcoin

 

Nelle ultime settimane le quotazioni di Ethereum (ETH), la altcoin più affermata e capitalizzata nel panorama crypto, sono state piuttosto volatili, principalmente a causa di alcune mosse inaspettate degli investitori istituzionali.

Dall’inizio di aprile, infatti, i prodotti di investimento basati su ETH stanno registrando un ampi deflussi di capitale, che solo negli ultimi giorni sembrano essersi finalmente ridotti.

La settimana che si sta per concludere risulta infatti essere stata la migliore del mese sotto questo punto di vista, nonostante i 17 milioni di dollari di deflusso messi a verbale da lunedì scorso; si tratta pur sempre di un grosso miglioramento rispetto ai $ 97 milioni della settimana precedente.

Secondo CoinShares, nel primo trimestre 2022 sono stati piazzati sul mercato da soggetti istituzionali complessivamente 11 prodotti di investimento a base di Ethereum, in calo di oltre il 50% a fronte dei 24 quotati nell’ultimo trimestre 2021.

Gli afflussi rilevati su tutti gli altri asset crypto sono riusciti parzialmente a tamponare il pesante dato negativo di ETH, al punto che, collettivamente, si sono assommate uscite di capitale per un totale di soli 7.2 milioni di dollari. Il problema è che, nonostante la volatilità del mercato digitale non stia risparmiando né Bitcoin né alcuna fra le altcoin più capitalizzate, ETH pare particolarmente in difficoltà all’atto di impostare un movimento rialzista sostenibile e duraturo.

Quadro Tecnico Trimestrale

Dall’inizio del trimestre in corso, ETHUSD cede il 13.6% sotto quota 2.900 usd. Le quotazioni si muovono sotto tutte le medie cicliche, dalla giornaliera alla annuale.

L’indice di forza relativa (RSI) è negativo su tutti gli orizzonti temporali, dal livello intraday a quello mensile. Inoltre la statistica stagionale suggerisce che il mese di maggio potrebbe proseguire all’insegna dei ribassi.

Dal punto di vista grafico, abbiamo visto reagire al ribasso il prezzo di ETHUSD dalla resistenza trimestrale a 3.551 usd. Da lì non si sono registrati segnali di ripresa concreti, a parte un tentativo di rimbalzo il 18 aprile, giornata in cui si sono fatte sentire le mani forti, dando luogo a un picco nelle transazioni superiori al 100mila dollari.

 


La loro pressione d’acquisto non è stata sufficiente a invertire la tendenza, con il risultato che siamo arrivati alla rottura al ribasso del supporto trimestrale, a 2.891 usd.

Da questi livelli, sarebbe solo un rapido e stabile ritorno sopra quota 3.050 a suggerire la possibilità di una ripartenza. Viceversa, al di sotto di 2.891, supporto appena violato, è possibile che assisteremo a un ulteriore affondo in direzione dei successivi livelli short trimestrali, rispettivamente a 2.638 e 2.434 usd.

In chiave operativa, sarà importante monitorare da vicino l’andamento dell’azionario americano.  ETHUSD ha infatti una correlazione positiva a 40 giorni con l’S&P 500 dello 0.65. Un ulteriore affondo dell’equity a stelle e strisce renderebbe altamente probabile lo scenario ribassista appena descritto.